Le attività umane incidono in modo significativo sullo stato dei suoli attraverso la sottrazione di spazio permeabile, la modifica o distruzione di habitat, la sottrazione di risorse, il dissesto idrogeologico ma anche attraverso forme di inquinamento quali sversamenti diretti di sostanze chimiche, incidenti o smaltimenti abusivi.
L'inquinamento del suolo può avvenire sia da fonti localizzate quali industrie e discariche di rifiuti, sia da fonti diffuse che originano processi di combustione quali raffinerie, centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento e traffico veicolare. La vulnerabilità del suolo rispetto l'inquinamento chimico è inversamente proporzionale alla sua capacità di degradare e assorbire le sostanze chimiche prima che raggiungano le piante o le acque di falda. I siti contaminati spesso presentano un degrado della qualità del suolo tale da compromettere le funzioni che il suolo stesso dovrebbe svolgere e le operazioni di bonifica portano solo in alcuni casi ad un recupero totale della funzionalità del suolo. Spesso infatti gli interventi servono a ridurre il danno ambientale eliminando i pericoli di contaminazione delle altre matrici, ma permettono solamente un recupero parziale della funzionalità del suolo. L'utilizzo di macchine agricole, la frequenza delle lavorazioni e l'impiego di particolari pratiche agricole accelerano la naturale azione erosiva del suolo da parte delle acque meteoriche e del vento. L'uso eccessivo di fertilizzanti può, inoltre, modificare la composizione chimica dei suoli.
Per dissesto idrogeologico si intende l'insieme dei fenomeni morfologici, sia naturali che di origine antropica, che interessano i versanti, le aste fluviali, la permeabilità del sottosuolo e la vulnerabilità delle falde idriche sotterranee. I fenomeni idrogeologici che interessano i versanti e le zone fluviali possono modificare la loro stabilità e l'assetto nel tempo, causando anche il verificarsi di eventi franosi e di fenomeni di esondazione. in particolare vedi Rischio idrogelogico e gli Interventi di consolidamento
Al fine di salvaguardare il territorio urbano ed extra urbano da fenomeni franosi e di esondazione la Regione Marche tramite l'Autorità di Bacino Regionale ha redatto il Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) che individua le aree a differente livello di pericolosità e di rischi idrogeologico, disciplina gli usi del suolo consentiti in tali aree, fornisce direttive ai fini della mitigazione delle condizioni di rischio, il loro fabbisogno finanziario e le priorità dei programmi d'intervento.
Il Comune di Pesaro ha contribuito fattivamente alla definizione della pericolosità fisica del proprio territorio mediante studi di dettaglio ed indagini tematiche condotte nell'ambito dell'elaborazione del nuovo PRG.
E' possibile reperire maggiori informazioni ai siti:
Cartografie del territorio a matrici ambientali
Valutazione Impatto Ambientale e di incidenza
Autorizzazioni paesistiche
VAS - valutazione ambientale strategica
www.rischiterritoriali.provincia.pu.it
www.usodelsuolo.provincia.pu.it